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Alcuni studiosi di cinema vedono nella misteriosa malattia della protagonista lo spettro dell’AIDS che, in quegli anni, terrorizzava l’America, principalmente esteriorizzata in quella tensione costante che qualsiasi cosa possa minacciare la propria salute e che diventa anche un malessere interiore, un’inquietudine contemporanea. Finalmente, ci si accorge che il vero lavoro di Haynes non è quello di stupire lo spettatore con storie curiose e sessualmente immorali (come il Reverendo Wildmon diceva), ma cambiare la tradizionale narrativa femminile e cinematografica hollywoodiana, rifacendosi alla cinematografia europea che era molto più avanti per contenuti di quella stelle e strisce.Il tributo al glam rock con Velvet GoldmineNel 1998, cambia totalmente obiettivi e realizza quello che è il più grande, caotico e internazionale tributo cinematografico alla glam rock era Anni Settanta con Velvet Goldmine, dirigendo con un radicale nuovo tocco registico (una ricostruzione biografica non lineare, colori fluorescenti e sgargianti, grande attenzione per i costumi) un cast costituito da Christian Bale, Ewan McGregor, Jonathan Rhys Meyers e la fin troppo sottovalutata Toni Collette. Principalmente girato in Inghilterra, il film raccoglie da subito consensi mondiali.

Saverio Costanzo alla sua terza prova si assume il non facile compito di rileggere un best seller quale è il romanzo omonimo di Paolo Giordano (con il quale scrive la sceneggiatura). Lo fa con grande coraggio a partire dal nuovo mutamento di stile. Nessuno dei tre film del regista è simile all’altro nello sguardo e nelle modalità di ripresa perché Costanzo adatta il proprio fare cinema (che resta coerente in quanto a scelta di tematiche di base) alla storia che racconta.

Durante l’adolescenza, invece, si appassiona a molti sport, fra cui il karate e le immersioni subacquee, senza mai provare una vera passione per lo studio. Ragion per cui, dopo aver ultimato gli studi obbligatori, si mette subito a lavorare come cuoca e donna delle pulizie di una pensione per studenti, lasciando la scuola di Cadice, dove studiava. Eppure, torna fra i “banchi di scuola” quando prende in considerazione il suo futuro come attrice: allora presenta la domanda d’accesso per la RESAD, ovvero la Real Superior School of Dramatic Art di Madrid, dove seguirà le lezioni di Manuel Moron.Debutto a MadridLa sua prima vera esperienza recitativa è nel cortometraggio Adis Naboelk (1995) di Mar Sampedro, ma quando la sua manager, Katrina Bayonas, le dice di presentarsi per il provino del lungometraggio Africa (1996) di Alfonso Ungria, Elena corre a competere con altre attrici per ottenere la parte e ci riesce.

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