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Glorioso interprete, drammaturgo, regista teatrale, Franco Branciaroli è considerato assolutamente sexy anche dietro la sua faccia apparentemente così anonima (oggi leggermente invecchiata), dentro la quale si nasconde un talento che gli ha procurato oltre che un “padrino” cinematografico d’eccezione, anche una gradevole maturità artistica. Singolare nelle scelte recitative, faccia ordinaria, ma indole ribelle, nasconde fra le scene di sesso con Claudia Koll e i “culi” osservati da un uomo che guarda, un lato inquietante che gli ha permesso di passare (per colpa e per merito) da seno abbondante di Serena Grandi a quello più invisibile di Mariangela Melato.Artisticamente nato a teatro, si presenta sul palcoscenico da subito come un interprete originale e molto attento. Studia, dal 1968 in poi, alla scuola del Piccolo Teatro di Milano dove debutta nel 1970 con “Toller” di Tankred Dorst, per la recita di un autore atipico come il distinto Patrice Chéreau.

Poi però Zaia dice che sono dei finti rifugiati, gente furba, delinquenti, terroristi. Talmente furbi che, pur essendo scaltri criminali che possono permettersi il lusso diun paio di occhiali da sole e le scarpe da tennis, rischiano la vita su malferme imbarcazioni e a volte fanno anche finta di morire annegati, trascorrono una notte dopo l’altra all’addiaccio e se ne stanno lì, giorni e giorni, in condizioni igieniche precarie, per fregare noi onesti lavoratori contribuenti votanti, in particolare quelli del nord. Veramente furbi..

Activision battezza Guitar Hero come ormai impossibile da salvare, smantella lo sviluppatore Neversoft, licenzia qua e là, sospende lo sviluppo del titolo che era già in cantiere e la pubblicazione di nuovi contenuti, vende quello che può vendere e a inizio 2011 annuncia ufficialmente che la storia finisce lì. I fan rimasti (non molti) mugugnano, ma tempo qualche mese e nessuno fa più caso alla scomparsa di uno dei videogame più famosi di sempre. Prodigi della memoria collettiva..

1969. Frank Sullivan è un vigile del fuoco incapace di tirarsi indietro anche quando il pericolo sembra davvero incombente. Ha una bella moglie che fa l’infermiera e un figlio che ama molto, John. Machete accetta ma dopo aver scovato il delirante boss messicano affetto da schizofrenia che ha puntato il missile e dopo averlo scortato per tutto lo stato attraverso il muro che fa da confine con gli Stati Uniti, scoprirà di dover andare ancora più in alto per fermare la minaccia, dal villain che l’arsenale l’ha fornito. ancora più divertente del primo questo secondo spoof degli exploitation movies anni ’70 fatto da Rodriguez assieme al suo attore feticcio Danny Trejo. Ripetendo molti di quelli che sono diventati dei tormentoni dopo il primo film e puntando su una serie di comparsate piccole e rapide, ma avvicendate con talmente tanta da forza da dare l’impressione di un vero cast all stars, Machete kills riesce a prendersi forse ancora meno sul serio del suo predecessore (che aveva una sottotrama non risibile sul rapporto degli Stati Uniti con i messicani che passano il confine illegalmente) guadagnandone in ragionevolezza..

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