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Borsa Milano chiude in calo, male banche e lusso, brilla SaipemPiazza Affari chiude in negativo, in linea con le altre borse europee, dopo una mattinata positiva, in un mercato appesantito dalle banche e dal lusso. La maison ha terminato i primi tre mesi con ricavi netti per 148,3 milioni di euro, +9,1% a cambi correnti (+12,2% a cambi costanti) rispetto a 12 mesi fa. I mercati internazionali hanno segnato un +10,2% mentre le vendite all’interno dei confini nazionali sono salite del 4,4%.

Chris Pratt ci ha guidati nella giungla di Jurassic World in una missione di salvataggio per recuperare Blue, il primo velociraptor da lui allevato e disperso, ci ha conquistati per il suo carisma e il suo atletismo sulla Isla Nubar che rischia di essere sommersa da lava vulcanica. E già qualcuno vede il giovane attore statunitense come successore al trono di eroe che per intere generazioni è stato riservato a Harrison Ford.Il quinto capitolo della famosa serie sui terribili dinosauri conferma il talento di Chris Pratt che era già comparso nel Jurassic World precedente e che ultimamente abbiamo visto in Guardiani della Galassia, I magnifici 7, Passengers, Guardiani della Galassia Vol. 2 e Avengers: Infinity War (guarda la video recensione).

Il padre, che in Germania era continuaNowhere in Africa, premiato con l’Oscar 2003 come miglior film straniero, è diretto dalla tedesca Caroline Link, una regista sensibile ai temi politici e ai disagi esistenziali degli individui meno fortunati. Il film è tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di Stefanie Zweig, la scrittrice che all’età di sei anni si trasferì con la famiglia in Kenya per sfuggire alle persecuzioni naziste e quando rientrò in Germania nel 1947 subì quasi uno shock. Per raccontare l’ennesimo dramma delle persecuzioni naziste contro gli ebrei, la Link forza romanzescamente la storia vera ma lo fa con intelligenti soluzioni narrative e incisivi profili psicologici.Premiato nel 2003 con l’Oscar come miglior film stranierà, Nowhere in Africa è un interessante tentativo di raccontare l’Olocausto da una visuale defilata e inconsueta.

Il salto dalla penna all’obiettivo della cinepresa avviene nel 1970, quando dirige Enrico Maria Salerno, Tony Musante e Mario Adorf nel giallo L’uccello dalle piume di cristallo. La pellicole è già un mito e lui si impone, grazie alla musiche di Morricone e alla fotografia di Storaro, come un autore promettente del cinema italiano. Enorme è il successo del pubblico che porterà il film a essere distribuito in tutto il mondo.

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