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Torna sul grande schermo una delle leggende maggiormente amate dal cinema di ogni tempo: re Artù e i cavalieri della tavola rotonda. Ma per distinguersi questa nuova versione si annuncia più realistica, più epica e più violenta delle precedenti. Innanzi tutto perché sostiene che in realtà Arthur (Clive Owen) e i suoi compagni, Lancilotto (loan Grutfudd), Tristano, mago Merlino, siano vissuti in un’epoca molto anteriore a quella tramandata dal mito letterario prima e cinematografico poi.

Cerca un cinemaDietro ogni musicista e ballerino del Carnevale di Rio si nasconde una storia. Storie di intimità e amori, gioie e dolori, povertà e morte, lavoro e disoccupazione, quartiere, famiglia, educazione e sopravvivenza. Storie “importanti”, come suggerisce V Luciola, nipote libera(ta) di una schiava, autentica dispensatrice di una saggezza marginale e “nonna di tutti”.

Fin dall’adolescenza è stato un membro a tempo pieno della compagnia teatrale Boston’s Black Folk’s Theater Company, una delle troupes di teatro afro americano più vecchie e più riconosciute del paese.Il debutto davanti all’obiettivo di una telecamera è nel 1993, con il cortometraggio di Roger M. Bobb Confessions of a Dog, ma sopravviverà al sequel horror Pumpkinhead II: Blood Wings (1994) e ad un film con Shaquille O’Neal (Steel, 1997), riuscendo comunque a crearsi una solida gavetta nel mondo della televisione partecipando a innumerevoli telefilm quali: Una famiglia come tante (1989 1993); Renegade (1992 1997); Sposati. Medici in prima linea (1994) ed infine Cosby (1996 2000).Nel grande schermo, le sue più grandi interpretazioni rimangono invece legate ai film indipendenti in cui ha preso parte.

Nel 2017 sarà invece protagonista di Genius, biopic su Albert Einstein, e farà parte della quinta avventura dei Pirati dei Caraibi: La vendetta di Salazar.Vita privataPer quanto riguarda l’ambito sentimentale, Rush è sposato con la collega Jane Menelaus, dalla quale ha avuto Angelica e James.L’ultima nave è salpata da un pezzo: con un ferale articolo, diffuso nel Palais poche ore prima dell’arrivo di Johnny Depp e Penelope Cruz a Cannes, la rivista Screen ha platealmente stroncato il quarto capitolo dei Pirati dei Caraibi, pellicola fuori concorso al cinema dal 18 maggio e primo sequel del franchise interamente in 3D. Un’opinione confermata dalla tiepida risposta ricevuta dal film in sala e persino dai suoi interpreti, attesi come star sul tappeto rosso della Croisette ma accolti con freddezza dalla stampa: scarsa la chimica tra i protagonisti Depp e Cruz, distanti sullo schermo come nella vita, ben poco carismatici (anche) dal vivo i nuovi acquisti della saga, Sam Claflin e la francese Astrid Berges Frisbey, nell’ingrato ruolo di rimpiazzo dei transfughi Orlando Bloom e Keira Knightley. A guidare la pattuglia il produttore Jerry Bruckheimer e il regista Rob Marshall, subentrato al veterano Gore Verbinski, assenti ingiustificati gli sceneggiatori Terry Rossio e Ted Elliott, che avrebbero lavorato allo script del film insieme allo stesso Johnny Depp: Questo film è il film di Depp, sottolinea Bruckheimer aprendo l’incontro con i giornalisti.