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A mettere la ciliegina sulla torta arriva George Roy Hill, adoratore di Redford, che lo vuole come assolutamente come protagonista in Butch Cassidy (1969) con Paul Newman. La sua parte, vale a dire quella di Sundance Kid, doveva andare invece proprio a Newman che avrebbe girato il film in coppia con Jack Lemmon che avrebbe recitato il ruolo di Butch, ma la produzione poi intervenne per sostituirli con Marlon Brando e Warren Beatty. Fu solo per merito e per l’ostinazione di George Roy Hill che si impose Redford, che infatti, stravinse un BAFTA come miglior attore.Nel 1972, fu anche considerato per il ruolo di Michael Corleone in Il padrino, dopo che furono scartati Warren Beatty, Alain Delon e Burt Reynolds, ma Francis Ford Coppola e il produttore capo della Paramount, Robert Evans, si opposero, scegliendo Al Pacino.

Si parla tanto della prima scena del film, un piano sequenza corale che vede impegnate centinaia di comparse sincronizzate nei movimenti e nella musica in modo armonioso e perfetto da lasciare senza fiato. E fin qui tutti contenti. Il tripudio di colori e note musicali convincono anche i più scettici.

In questo scenario sotto più punti di vista catastrofico, un film come Non lasciarmi raffredda le macerie con un soffio algido di sensibilità.Sulla carta, o meglio sulla base dei nomi coinvolti (visto che sulla carta vera e propria c’è un romanzo dell’autore anglo nipponico Kazuo Ishiguro), il film lascerebbe presagire un forte ascendente giovanilista. Sceneggiatura firmata da Alex Garland, autore di The Beach e 28 giorni dopo, e conduzione affidata a uno dei registi più noti nel mondo dei videoclip come Mark Romanek, che negli ultimi vent’anni ha lavorato con Madonna, Michael Jackson, Nine Inch Nails e Coldplay. Nelle loro mani, oltre all’icona glamour Keira Knightley, giovani volti in continua ascesa popolare come la Carey Mulligan di An Education e Wall Street 2 e Andrew Garfield, socio co fondatore di Facebook in The Social Network e novello Spider Man nel prossimo remake reboot firmato da Marc Webb.

Suo, per l’appunto, il ruolo della prostituta Bree Daniels che farà innamorare il detective privato Donald Sutherland. un’interpretazione in stato di grazia, che giustamente le vale l’Oscar come miglior attrice protagonista, battendo egregie rivali come Vanessa Redgrave e Julie Christie (che anni prima le aveva rubato il ruolo di Lara in Il dottor Zivago).L’attivismo politico e gli arrestiMa arrivano anche nuovi scandali. La polizia la trova in possesso di un’ingente quantitativo di pillole (che poi si scopriranno essere semplici vitamine) e l’arresta.

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