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Z. SKOLNIKOFF The struggle against movirning by Ilany Kogan J. V. Nell’ultima stagione i film con vere scene d’azione sono stati pochi tra i quali Jason Bourne e Crank; questo Vantage Point è nella lista tra i migliori nel suo genere. L’idea dell’effetto di ‘riavvolgimento’ è più che buona e rende davvero l’idea degli 8 punti di vista citati nello slogan di lancio del film. Poche pecche che ammaccano la pellicola come la sceneggiatura e la regia, non inesperta, ma ancora alle prime armi. Un thriller sottovalutato, anche deriso dal pubblico Americano come se fosse una banalità; invece tiene forte in sospeso, il montaggio è frenetico e velocissimo, le pause sono poche, tutto è in movimento tanto che sembra un trailer per il grande schermo. Discreti i personaggi, forse non approfonditi nel migliore dei modi, tra cui fanno voce in capitolo Dennis Quaid, Mr. Lost Matthew Fox, Woman Alien Sigourney Weaver, William Hurt e il bravissimo Forest Whitaker reduce dall’Oscar dall’ultimo Re di Scozia.

Monta poi su una corriera in viaggio verso Washington, la città della “Million Man March”, con Bus In viaggio (1996), per poi fermarsi un attimo con Girl 6 Sesso in linea (1996) dove ingaggia la divertente Theresa Rande per un film delirante che riflette sulla varietà del sesso telefonico e delle conseguenze positive che può nascondere. Nel successivo He Got Game (1998) richiama l’amico Denzel Washington e lo veste da carcerato, uxoricida per caso, uno dei tanti emarginati della sua galleria di personaggi che questa volta deve convincere il figlio prodigio del basket a tentare la carriera nello sport.Riflessioni sulla forza della risataCon SOS Summer of Sam Panico a New York (1999) delude le aspettative dei suoi fans con un film monocorde che non riesce a spiccare il volo. A rendere ancora più amaro il boccone, ci sono anche le polemiche della comunità italoamericana che non ha accettato la rappresentazione negativa che ne ha fatto il regista.

In teatro dal 1947, ha affrontato personaggi quali Edipo Re, il Willy Loman della Morte di un commesso viaggiatore di A. Miller, il Becket di Anouilh. La svolta della sua carriera avvenne in seguito all’incontro con L. Butterfly. Gli occhiali da sole a forma di farfalla sono tipici degli anni ’50: esprimono femminilità con un tocco di mistero, proprio per la loro montatura ampia, volta più a velare lo sguardo. Nella gallery troverete il modello di Marco de Vincenzo, la rivisitazione del simbolo d’infinito di Tom Ford e la proposta di sfilata in acetato color cipria di N21.

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